Prassi virtuose
Movimento per la Giustizia e Articolo 3 sul disegno di legge Mastella

MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA e ARTICOLO 3

Il disegno di legge che il Ministro Mastella ha presentato al Consiglio dei Ministri costituisce una novità certamente positiva sulla strada della riconduzione ai principi costituzionali del nuovo Ordinamento giudiziario.

E’ innanzitutto positivo che il testo non si limiti a riformulare la parte ‘sospesa’ ma operi significative modifiche anche a parti già in vigore o in attesa solo di norme attuative, come l’assetto degli uffici di procura, i consigli giudiziari e la scuola.

Quanto alla struttura della carriera, è importante che sia stata condivisa la richiesta di ripristinare il suo adeguamento al principio costituzionale della pari dignità delle funzioni. La sostituzione dell’approccio impropriamente gerarchico con una permanente periodica valutazione di professionalità, sganciando la funzione esercitata dalla quantità di retribuzione ed eliminando l’obbligo di mutamento verticale delle funzioni per l’accesso agli incarichi semidirettivi e direttivi, consente di ribadire che ogni giudice è uguale agli altri e che tutti debbono essere idonei, sin dal fondamentale primo grado dei procedimenti, a svolgere bene la propria funzione. Altrettanto positivi sono l’estensione della valutazione anche alla qualità dell’esercizio delle funzioni direttive e la connessione tra valutazione e retribuzione, che dovrà condurre necessariamente all’adeguamento complessivo del trattamento retributivo.

Va apprezzato in proposito lo sforzo per dare concretezza alla valutazione di professionalità, con l’indicazione di parametri specifici e di regole puntuali di giudizio, in grado potenzialmente di assicurare finalmente valutazioni attendibili e non di stile.

Il ripristino formale della competenza del CSM sull’organizzazione delle procure, alcune modifiche alla struttura ed alla funzione della scuola ed al suo rapporto con il CSM, nonché alla struttura ed al sistema elettorale dei consigli giudiziari costituiscono altre innovazioni positive.

Rimangono aspetti insoddisfacenti, tra i quali le tre sedi per la scuola e il potere eccessivo del Ministro nella nomina del comitato direttivo, il limite distrettuale anziché circondariale per i mutamenti di funzioni tra pm e giudici e quanto ai fuori ruolo l’improvvido superamento di un tetto accettabile e l’esclusione del periodo già prestato dal calcolo del limite massimo decennale.

Siamo però seriamente preoccupati per il pochissimo tempo che ci separa dalla scadenza della proroga, il 31 luglio, per l’attuale confusione che riguarda i consigli giudiziari e per la concreta attuazione che la nuova disciplina degli uffici di procura sta avendo.

La presentazione del disegno di legge è fatto importante, ma è assolutamente fondamentale che il Governo non ritenga esaurito il proprio impegno con il suo affidamento alle Camere. La modifica dell’Ordinamento giudiziario, oltre che un preciso impegno nel programma elettorale dell’attuale maggioranza, è un evento indilazionabile: è in gioco il ruolo costituzionale della Magistratura e proprio quelle ragioni che l’allora opposizione aveva così ben evidenziato in tutto il dibattito parlamentare che ha accompagnato l’iter della riforma del ministro Castelli, e che hanno giustificato gli scioperi ripetuti cui la Magistratura è stata costretta per segnare l’inaccettabilità delle soluzioni adottate, non consentirebbero alcuna inerzia o accettazione silente nel caso di un’effettiva generalizzata entrata in vigore della riforma Castelli dopo il 31 luglio.

Conosciamo e comprendiamo le difficoltà politiche dell’attuale situazione parlamentare al Senato.

Ma la magistratura italiana non può accettare che entri in vigore la parte più rilevante della Riforma Castelli.

Riteniamo indispensabile che l’ANM solleciti con un rapporto diretto la volontà politica del Presidente del consiglio, del Ministro della giustizia e dell’intera maggioranza parlamentare per dar corso agli impegni elettorali e, prima ancora, al rispetto dei valori costituzionali nell’assetto della magistratura italiana, confidando che la consapevolezza delle numerose e devastanti insufficienze tecniche della disciplina della riforma Castelli consenta significative convergenze anche con parte almeno dell’attuale opposizione.

L’ANM deve pretendere un impegno formale del Presidente del consiglio per inserire la Giustizia tra le riforme prioritarie, nei tempi imposti dall’imminente scadenza..

L’avvicinamento al 31 luglio senza tempestivi concreti produttivi passaggi parlamentari non potrebbe lasciare silente la magistratura italiana. Nessuno dimentichi che sono in gioco beni indisponibili per la stessa magistratura.

Napoli – Venezia, 13. 3. 07

Ernesto Aghina pres. Movimento

Antonello Ardituro pres. Articolo 3

Carlo Citterio segretario gen. Movimento

 
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